Theodor Storm (1817 bis 1888)
La costruzione della Marienkirche di Lubecca
Una saga
Nella vecchia santa Lubecca
Si costruiva una chiesa
In onore della Vergina Maria,
Degna e celeste sposa.
Appena cominciato
Il diavolo lo scoprì
Ma credette nell’osteria
Che sarebbe sorta lì.
Pensava in quella di
trovare
L’una o l’altra anima per sé
Così aiutò giorno e notte
Senza pausa, come poté.
I muratori e il diavolo
Insieme a edificare,
Ma nessun occhio umano
Lo vedeva lavorare.
Nessuno comprendeva
Che cazzuole usavano,
che in tanti pochi giorni
Così tanto innalzavano.
E quando tocca alle finestre
Ghigna e se la ride il diavolo,
Che mettono mille vetri
Nella taverna sopra il tavolo
Ma quando piegano gli archi,
Il diavolo capisce
Che per l’onore di Dio
Qui una chiesa si costruisce.
Così, nella sua furia, strappa
Dal muro un gran macigno
E l’uomo riconosce:
Si tratta del maligno.
Dall’alto è pronto al lancio
Sul santo cantiere,
Ma arriva un capomastro
A consigliare e dire:
„Signor Diavolo, non si lasci
Dalla fretta mal guidare!
Son certo e son sicuro,
Con Voi si può trattare!
Il diavolo gridò: “Fammi
una taverna qui accanto
Che almeno ho lavorato
non solo per rimpianto.”
Ottenuta la promessa,
Butta giù il masso
Immobile nel suolo
E nella memoria impresso.
Senza l’aiuto diabolico
Ci vuole qualche annetto
Finché la chiesa per la Vergine
Sia in stato perfetto.
Poi, per la parola data,
il Ratsweinkeller sorge
quello che ancora oggi
vicino la chiesa si scorge.
E così chiesa e locanda
sono amiche e vicine stanno;
i pii signori di Lubecca
Dall’una e l’altra vanno.
Lì sotto per bere
Là sopra a pregare
E per il dono del Cielo
ovunque a ringraziare
E lì sotto mentre bevono,
ogni volta pensano
che anche il diavolo lo aiuta
chi è allegro, pio e buono.
