Artisti famosi sotto un unico tetto

L’hotel Klassik Altstadt dedica le sue camere ai famosi artisti di Lubecca.

Le camere doppie, arredate in stile classico-romantico, sono dedicate con quadri e testi scritti a famose personalità artistiche del variopinto passato di Lubecca, da Thomas & Heinrich Mann a  Friedrich Overbeck e Dietrich Buxtehude, fino a Ida Boy -Ed e Franziska von Reventlow. Sono proprio queste personalità ad aver impregnato l’eredità culturale della città anseatica e a rendere Lubecca famosa ben al di là dei suoi confini. La loro eredità dona a Lubecca il suo inconfondibile profilo; quello di  "Lubecca come patrimonio culturale del mondo".

Nelle 17 camere singole alll’ospite vengono offerti appassionanti resoconti di viaggio degli ultimi secoli, da quello di  Theodor Fontane a Joseph Eichendorff. Descrivono in parte in modo molto poetico gli eventi e le impressioni del loro soggiorno a Lubecca. Questi sono esposti con rappresentazioni storiche di Lubecca.

Nella sala delal colazione si trova, creata esclusivamente per l’albergo, un’opera del fotografo lubecchese Thomas Radbruch a immortalare il gotico a mattoni speciale della città anseatica di Lubecca.
Anche l’ultimo dei premi Nobel di Lubecca, Günter Grass, è presente, con i suoi ultimi disegni, nella sala letture dell’albergo. Ovviamente, dato il grande passato musicale di Lubecca che ha trovato il culmine nel 17mo secolo, una camera è dedicata anche a Buxtehude,  insieme a Bach.

L’hotel Klassik Altstadt vuole sottolineare, con le sue camere a tema, la sua filosofia: "legato al passato, rivolto al futuro"  e la responsabilità che l’eredità storica della città comporta. Già dalla riapertura dell’albergo, nel 1997, Hilke Flebbe e il suo staff si sono impegnati a favore degli interessi culturali della città.

L’edificio, con la facciata tardo-classicista del 18mo secolo, era nel 14mo secolo un bagno e nel 17mo l’officina di un fabbro che forgiava ancore, per poi divenire una locanda frequentata soprattutto da gente di mare.

Anzeige als Download (PDF)